Home » Eventi » Persistenza e variazioni: mostra personale di Miguel Fabruccini

Persistenza e variazioni: mostra personale di Miguel Fabruccini

Serre 1Si inaugura sabato 11 maggio la mostra personale di Miguel Fabruccini, curata da Raul Dominguez e Lucilla Saccà, docente di Storia dell’arte contemporanea presso il Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università di Firenze.

“Miguel Fabruccini a ribadire l’importanza che l’intento progettuale assume nel suo lavoro, ha costruito l’allestimento della sua personale in funzione dello spazio espositivo. Due grandi spazi, uno più segreto senza aperture, l’altro aperto sulla luce di un paesaggio che ha conosciuto Pontormo e uno più  ridotto di raccordo tra i due.

Il lavoro articolato tra “il molto grande e il molto piccolo” vive ed entra in rapporto con lo spettatore  supportato dalla dimensione progettuale voluta dall’artista. La prima stanza è sospesa tra memoria, identità e interrogativi: il grande telo con I nomi dell’America Latina e le grafie ora dirette, ora allusive, delle Emergenze, delle serie delle Macchine da scrivere e delle  Scritture nascoste tracciano il cammino della continuità dei ricordi. L’uso e la ricerca di tecniche diverse indagano nuovi linguaggi con i quali far vibrare la propria memoria.

Nell’ambiente di raccordo la sequenza delle Monocopie, segnali luminosi tra memoria e automatismo, si librano leggere quasi fossero pronte a spiccare il volo. Il segno si è fatto persistente e acquista forza e determinazione dalle variazioni minime del fondo, ora luministiche, ora materiche, che occupano lo spazio della parete pittorica. Sono grafie immaginarie, forme che riemergono dal passato, familiari e sempre diverse: un esercizio intimo di matrice surrealista, che si articola sulle variazioni dell’inchiostro litografico, dove le tracce delle testimonianze si muovono sul delicato equilibrio del mutamento.

Infine le Serre giocano con trasparenza e strutture architettoniche capaci di dilatarne lo spazio. La loro stesura sembra alludere ad una trasparenza in continuo divenire, perché le Serre sono di per se stesse limpide e traslucide, capaci di trattenere il calore e di non celare segreti. Le fronde degli alberi indicano che il dentro e il fuori sono molto vicini e sempre presenti. Il rapporto tra le grandi tele sospese in alto e il paesaggio circostante diventa allora più immediato che metaforico e anche il vuoto sulla parete indica la volontà di uno sfondamento; l’esistenza della campagna circostante, anche se celata, diviene allora volutamente palpabile, si percepisce e si sente.

Siamo di fronte a un lavoro che deve essere letto in funzione degli spazi prescelti, così come è avvenuto nelle opere della personale Diafragma,  tenuta all’Archivio di Stato di Firenze nel 2011.

Le opere di Fabruccini, organizzate secondo una spazialità rigorosa non sono condizionate alla dimensione del sito che le accoglie, piuttosto potrebbero essere ampliate a dismisura o  rimpicciolite fino ad entrare nelle pagine di un diario. Lontane e indipendenti da proporzioni reali conquistano una dimensione assoluta, alla quale si piega anche la declinazione del colore: accordi quasi monocromi e gamme calde e terrose si compenetrano a vicenda, accendendosi talvolta di luci e cromatismi improvvisi”.  (Lucilla Saccà)

La mostra, patrocinata dal Comune di Carmignano – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Associazione Culturale A. Moretti, ha sede in Via Borgo 4- P.za SS. Michele e Francesco, Carmignano (Prato).

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...