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La biblioteca: una storia mondiale

copertinacampbellE’ uscito per i tipi di Einaudi un importante volume dedicato alla storia della biblioteca come edificio:

James Campbell, Will Pryce

La Biblioteca. Una storia mondiale

Torino, Einaudi, 2014

Il libro, scritto da uno storico dell’architettura col corredo di uno dei più apprezzati fotografi internazionali, ricostruisce una storia mondiale di questi edifici “a partire dall’antica Mesopotamia, esaminando quelli perduti delle civiltà classiche, quelli monastici del Medioevo e quelli sontuosi in stile rococò, fino ad arrivare alle biblioteche moderne e contemporanee. I due autori hanno visitato piú di ottanta biblioteche in giro per il mondo: Will Pryce ne ha fotografato con maestria gli spettacolari e preziosi interni, mentre James Campbell ci spiega come lo sviluppo di questi edifici costruiti intorno ai libri illustri il mutevole rapporto dell’umanità con la parola scritta e perché le biblioteche siano sempre state tutt’altro che meri depositi polverosi, ma simboli attivi di cultura e civiltà” (scheda di presentazione del volume dell’editore).

L’ultimo capitolo è dedicato alle biblioteche di nuova costruzione, edificate dal 2001 ad oggi in Europa, Asia e America del Sud. I progetti architettonici configurano sempre più un’idea di biblioteca come luogo “di un’osmosi profonda tra l’atto singolo della lettura e il ruolo sociale della condivisione. Luoghi ben riconoscibili in cui i linguaggi si mischiano, come la nuova biblioteca multimediale a Cottbus, ex Germania dell’Est, che di notte si illumina come una lanterna. Con spazi pensati non solo per la lettura ma anche per lo scambio di idee. Edifici in cui la conservazione – sempre più complessa: oggi si pubblica più carta di ieri – è unita alla facilità di accesso e alla bellezza degli ambienti. È chiaro infatti che la biblioteca, in futuro, non potrà più essere solo il luogo in cui andare a leggere qualcosa che non si potrebbe trovare altrove. Anche oggetti unici, come i manoscritti, sono spesso ormai consultabili in digitale da casa (in Italia ci sono ottimi esempi in tal senso). Ma dovranno essere sempre di più luoghi di scambio, di lavoro, di accesso ai molti canali attraverso i quali viene veicolata la cultura di gruppi più o meno ampi di persone. Sarebbe bello che questo passasse attraverso forti interventi nel sistema delle nostre biblioteche, a partire da quelle nazionali, per trasformarle sempre più in piazze che attraggano chi è fuori: luoghi in cui valorizzare in modo visibile quell’atto comune e fondamentale in ogni società che non è solo il leggere ma il pensare.” (M. Motolese, Archivi che fanno il futuro, “IL SOLE 24 ORE”, domenica 12-04-2015, p. 36-37).

Il volume è attualmente consultabile presso la Biblioteca Crocetti (Biblioteca Umanistica, piazza Brunelleschi 4, Firenze) con segnatura  BIBLIO 727.8 CAM.

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