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“Toccami”: non vedenti e ipovedenti in visita alla mostra “Quotidiana”

home_omero_lightGiovedì 21 aprile alle ore 17.00, presso il Corridoio Brunelleschi e il Chiostro di Levante della Biblioteca Umanistica (piazza Brunelleschi 4, Firenze) si terrà lo speciale evento

Toccami

Giornata dedicata alla visita della mostra Quotidiana con la Sezione Provinciale Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

Letture di Serena Badini

I brani scelti per queste letture sono tre, tutti significativamente legati alla quotidianità della vita e tratti da opere di grandi autori del Novecento.

Il primo è il celebre racconto di Eugenio Montale, Visita a Fadin, dalla raccolta La Bufera e altro (1956), che trova esplicitato il concetto di “decenza quotidiana”, tanto caro alla poetica del poeta ligure, secondo cui proprio il confronto con i riti quotidiani che tutti i giorni poniamo in essere ci permette di mantenere un atteggiamento ostentatamente acquiescente nei confronti dell’ineluttabilità dell’umana contingenza. Il brano vuole essere una possibile chiave di lettura dei “nodi” di Jorge Eielson, in particolare Nodo di morte, dal momento che Montale ha spesso affrontato il concetto di essere serrati in un inesorabile fluire di eventi fuori del nostro controllo, usando la metafora “filo da disbrogliare”, ovvero da sciogliere per trovare il bandolo della matassa, “il varco” dalla chiusa realtà, ossia quello che il poeta definisce il “miracolo”.

Il secondo brano attiene al mondo rurale e alla quotidianità semplice, essenziale e concreta alla quale esso ci induce: tratto da La luna e i falò di Cesare Pavese (1949-1950). In questo caso, il protagonista, di ritorno al paese natio, confronta i suoi ricordi con l’attualità e trova un mondo in cui tutto sembra cambiato eppure uguale. La motivazione della scelta di questo passo è dettata dalla presenza in mostra della Cova di Gianni Ruffi, in cui un oggetto di solito assembrato in modo naturale dagli uccelli stessi, è realizzato in un materiale che lo “sposta in un contesto antinaturalistico e industriale”. Nello stesso senso il protagonista, che torna ai luoghi della sua giovinezza e li trova cambiati, avverte lo sconcerto e insieme il senso di estraniazione che gli deriva dai profondi e ineludibili cambiamenti indotti in lui dalla vita moderna, al di fuori dell’ambiente che gli era caro e che oggi trova diverso e in qualche modo distante da lui.

Il terzo brano è invece tratto da Lessico famigliare di Natalia Ginzburg (1963): la scelta è stata indotta dall’opera di Anna M. Rose, All in Row. Il volume ripercorre la storia della famiglia Ginzburg dagli Anni Trenta al Dopoguerra e Natalia, l’ultima di cinque figli, è la voce narrante. Il brano scelto descrive il quotidiano scambio tra madre e figlia, la prima preoccupata che la bambina non senta freddo e attenta a scegliere l’abbigliamento migliore per lei, la seconda imbronciata e recalcitrante di fronte alle premure materne. La motivazione della scelta nasce dal fatto che la ripetizione delle parrucche nell’opera della Rose, sempre con la medesima acconciatura, fanno tornare alla mente il quotidiano replicarsi delle attenzioni materne verso la cura, l’abbigliamento e l’acconciatura dei figli, fin tanto che sono bambini. Una cura che non permette ribellione, ma nello stesso tempo che è invariata e costante quotidianamente.

 

Iniziativa in occasione della mostra : QUOTIDIANA/Spazi Aperti (31 marzo – 29 aprile. Aperta dal lunedì al venerdì ore 15.00-19.00, la mattina su appuntamento)

Chiostro in azione – Piazza Brunelleschi 4 (FI)

Ingresso libero.

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