CHIOSTRO IN AZIONE: Continuità del vuoto

Antonio Turrisi, Gap, 2017Nuovo appuntamento al Chiostro in Azione con la mostra Continuità del vuoto, a cura di Lucilla Saccà:

Chiostro in azione: Continuità del vuoto

Biblioteca Umanistica
Corridoio Brunelleschi e Chiostro di Levante
Piazza Brunelleschi 4 – Firenze

4 maggio – 21 giugno 2017
dal lunedì al venerdì, ore 15.00 – 19.00

Inaugurazione giovedì 4 maggio, ore 17.00

 

Saranno esposte opere di Pietro Calabretta, Martina Della Valle, Jorge Eielson, Paolo Fiorentino, Richard Long, Marco Pace, Gianni Pettena, Sandro Poli, Antonio Turrisi.

Il giorno dell’inaugurazione, alle 18:00 avrà inizio l’evento Esecuzione di tre brani di Pietro Calabretta: Salve Regina, Ave Maria, Alma Redemptoris Mater.

Locandina Continuità

Titti Follieri all’Umanistica

locandina-titti-724x1024Il 5 aprile 2017, alle ore 17, nella Sala Comparetti della Biblioteca Umanistica (piazza Brunelleschi 4, Firenze) si terrà la presentazione della raccolta poetica

Tessiture spaziali
di Titti Follieri

con illustrazioni di LeoNilde Carabba
(Morgana edizioni, 2016)

Interventi:

Martha Canfield, docente di Letteratura ispanoamericana (Università di Firenze)
Lucilla Saccà, docente di Storia dell’arte contemporanea (Università di Firenze)

Saranno presenti le autrici e saranno esposte opere di LeoNilde Carabba.

La storia di Siddhartha: arte contemporanea all’Umanistica

Inaugura il 10 marzo presso Chiostro in Azione, realtà espositiva della Biblioteca Umanistica con sede nel Chiostro di Levante e nel Corridoio Brunelleschi, La storia di Siddhartha. Un progetto a cura di Eloisa Guarracino, nato in collaborazione con Roberta Cesani e Claudio Madella nella città di Kathmandu e in tutta la sua valle.

Da allora, trenta grafici e illustratori hanno donato il proprio contributo, illustrando in cartolina un episodio saliente della storia di Siddhartha, così come è narrata nel celebre romanzo di Hermann Hesse.

Il progetto è stato sostenuto dagli stessi nipoti dello scrittore, in modo speciale e in prima linea, dalla signora Eva Hesse, grazie al dono del suo prezioso acquarello.

A seguito degli altrettanto gravi terremoti accaduti in centro Italia, fra l’agosto e l’ottobre del 2016, il progetto non ha potuto poi non ampliare il proprio raggio di attenzione, esprimendo una solidarietà ideale e concreta a questi luoghi, sotto il segno di un’azione congiunta che ha voluto unire paesi lontanissimi, per geografia, culture e tradizioni, ma vicini nella stessa tragedia.

È stata realizzata una tiratura limitata di 200 cofanetti, con le riproduzioni delle 31 cartoline realizzate dai 31 artisti coinvolti per i 31 passi scelti dal romanzo di Hesse, tali da rappresentare un racconto visivo ritmato da diversi stili, guidati tuttavia dalla medesima trama: la storia di Siddhartha, per immagini.

Per l’occasione dell’apertura fiorentina, Eva Hesse sarà presente in mostra e leggerà alcuni passaggi dal romanzo Siddhartha. Sarà inoltre visibile il film documentario Mein Groβvater Hermann Hesse, che racconta il rapporto tra la nipote e il celebre scrittore.

Inaugurazione: venerdì 10 marzo, ore 17:30

Letture di passi scelti da Siddhartha a cura di Eva Hesse: venerdì 10 marzo, ore 18:00 (Sala Comparetti).

Orari di apertura della mostra: su appuntamento, chiamare 380-1468814 – 347-1840689

Ingresso libero

Depliant

Locandina

Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti espongono all’Umanistica

startDal 25 novembre all’8 gennaio la Biblioteca Umanistica ospita la VII edizione di StART point, la rassegna d’arte promossa e prodotta dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, che mette in mostra le opere e il talento degli studenti.

La rassegna, curata quest’anno da Mauro Pratesi con la collaborazione di Fabiola Napoli, presenterà opere grafiche, performance, installazioni, video e fotografie  sul tema VOLK/POPOLO e si svolgerà in più sedi: oltre ai locali della Biblioteca Umanistica, che ospiterà i giovani artisti nel Corridoio Brunelleschi, Chiostro di Levante e Aula Quadrilatero, saranno coinvolti anche il Guardaroba storico dell’ASP Firenze Montedomini (via de Malcontenti, 6) e il rinnovato Teatrino degli anni settanta dell’Accademia, sede di uno spettacolo teatrale e due concerti.

Inaugurazione a tappe il 25 novembre:

ore 17.00: guardaroba storico dell’ASP Firenze Montedomini (via de Malcontenti, 6)
ore 18.30: Corridoio Brunelleschi, Chiostro di Levante, Aula Quadrilatero della Biblioteca Umanistica (Piazza Brunelleschi, 4). Due studenti eseguiranno una performance
ore 20.00: Buffet in Accademia
ore 21.00: Spettacolo teatrale “Non tutti i ladri vengono per nuocere” dedicato a Dario Fo. Progetto didattico di Massimo Mattioli

Vai al programma completo degli eventi

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L’Umanistica ricorda l’alluvione di Firenze con una mostra

s11_ori1967fronte9485Per il cinquantennale della tragica alluvione  che colpì Firenze il 4 novembre del 1966, la Biblioteca Umanistica organizza nei propri spazi la mostra

Luciano Ori. Cronaca di un’alluvione.

8 novembre – 13   dicembre   2016

La mostra, curata da Lucilla Saccà, espone le tavole a collage su cartoncino scelte dall’artista nel racconto tecnologico visivo, Io c’era, del 1967.

Per questa occasione è pubblicato dal Consiglio Regionale della Toscana il catalogo, con lo stesso titolo della mostra, comprendente le 37 tavole già presentate nel 1967, integrate con 7 studi preparatori e testi critici.
Tutte le opere e i documenti in esposizione sono concessi dalla Galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze, che conserva l’archivio dell’artista.

In linea con il rivoluzionario programma artistico di quegli anni, Ori, tra i fondatori del Gruppo 70 e del Gruppo Internazionale di Poesia Visiva, lavora sulla stampa dell’epoca e, attraverso collage di titoli e di testi giornalistici con o senza immagini, ricostruisce la cronaca visiva dei drammatici giorni dell’alluvione.

Il suo racconto è polemico e pervaso da una pungente ironia; l’artista denuncia le difficoltà della gente, il problema dello sciacallaggio, il ritardo degli aiuti e si rivolge con accenti critici alle autorità e alle istituzioni responsabili del “diluvio di Stato”.

In occasione della mostra è presentato il lavoro Water del giovane collettivo Michele Foti & Li Yang, un video digitale, sperimentale esempio di Living Picture, che interagisce e si fonde con la composizione e i colori del lavoro pittorico.

L’inaugurazione avrà luogo martedì 8 novembre alle ore 17,00 presso la Sala Comparetti della Biblioteca Umanistica, Piazza Brunelleschi, 4. Interverranno Eugenio Giani, Lucilla Saccà, Giorgio Federici, Simone Frittelli, Floriana Tagliabue.

Locandina

logo Firenze 2016Nell’ambito delle manifestazioni promosse dal Comitato del Progetto Firenze 2016, in occasione della ricorrenza del 50° anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966.

Info: 055-2757812 – 380-1468814 – 347-1840689
mail  infouma@unifi.it   /   lucilla.sacca@unifi.it

 

“Toccami”: non vedenti e ipovedenti in visita alla mostra “Quotidiana”

home_omero_lightGiovedì 21 aprile alle ore 17.00, presso il Corridoio Brunelleschi e il Chiostro di Levante della Biblioteca Umanistica (piazza Brunelleschi 4, Firenze) si terrà lo speciale evento

Toccami

Giornata dedicata alla visita della mostra Quotidiana con la Sezione Provinciale Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

Letture di Serena Badini

I brani scelti per queste letture sono tre, tutti significativamente legati alla quotidianità della vita e tratti da opere di grandi autori del Novecento.

Il primo è il celebre racconto di Eugenio Montale, Visita a Fadin, dalla raccolta La Bufera e altro (1956), che trova esplicitato il concetto di “decenza quotidiana”, tanto caro alla poetica del poeta ligure, secondo cui proprio il confronto con i riti quotidiani che tutti i giorni poniamo in essere ci permette di mantenere un atteggiamento ostentatamente acquiescente nei confronti dell’ineluttabilità dell’umana contingenza. Il brano vuole essere una possibile chiave di lettura dei “nodi” di Jorge Eielson, in particolare Nodo di morte, dal momento che Montale ha spesso affrontato il concetto di essere serrati in un inesorabile fluire di eventi fuori del nostro controllo, usando la metafora “filo da disbrogliare”, ovvero da sciogliere per trovare il bandolo della matassa, “il varco” dalla chiusa realtà, ossia quello che il poeta definisce il “miracolo”.

Il secondo brano attiene al mondo rurale e alla quotidianità semplice, essenziale e concreta alla quale esso ci induce: tratto da La luna e i falò di Cesare Pavese (1949-1950). In questo caso, il protagonista, di ritorno al paese natio, confronta i suoi ricordi con l’attualità e trova un mondo in cui tutto sembra cambiato eppure uguale. La motivazione della scelta di questo passo è dettata dalla presenza in mostra della Cova di Gianni Ruffi, in cui un oggetto di solito assembrato in modo naturale dagli uccelli stessi, è realizzato in un materiale che lo “sposta in un contesto antinaturalistico e industriale”. Nello stesso senso il protagonista, che torna ai luoghi della sua giovinezza e li trova cambiati, avverte lo sconcerto e insieme il senso di estraniazione che gli deriva dai profondi e ineludibili cambiamenti indotti in lui dalla vita moderna, al di fuori dell’ambiente che gli era caro e che oggi trova diverso e in qualche modo distante da lui.

Il terzo brano è invece tratto da Lessico famigliare di Natalia Ginzburg (1963): la scelta è stata indotta dall’opera di Anna M. Rose, All in Row. Il volume ripercorre la storia della famiglia Ginzburg dagli Anni Trenta al Dopoguerra e Natalia, l’ultima di cinque figli, è la voce narrante. Il brano scelto descrive il quotidiano scambio tra madre e figlia, la prima preoccupata che la bambina non senta freddo e attenta a scegliere l’abbigliamento migliore per lei, la seconda imbronciata e recalcitrante di fronte alle premure materne. La motivazione della scelta nasce dal fatto che la ripetizione delle parrucche nell’opera della Rose, sempre con la medesima acconciatura, fanno tornare alla mente il quotidiano replicarsi delle attenzioni materne verso la cura, l’abbigliamento e l’acconciatura dei figli, fin tanto che sono bambini. Una cura che non permette ribellione, ma nello stesso tempo che è invariata e costante quotidianamente.

 

Iniziativa in occasione della mostra : QUOTIDIANA/Spazi Aperti (31 marzo – 29 aprile. Aperta dal lunedì al venerdì ore 15.00-19.00, la mattina su appuntamento)

Chiostro in azione – Piazza Brunelleschi 4 (FI)

Ingresso libero.

“Mettiti nei miei panni”: performance nel Chiostro all’Umanistica

12961276_10156788851885072_12024717531943099_oGiovedì 14 aprile, alle ore 18:00, nel Chiostro di Levante della Biblioteca Umanistica (piazza Brunelleschi 4, Firenze), si terrà la performance relazionale di Manuela Mancioppi

Mettiti nei miei panni

Il progetto si svolge all’interno della rassegna d’arte contemporanea Chiostro in azione: Quotidiana e propone una riflessione sul tema della relazione interpersonale e personale. Abiti usati e scarti industriali divengono abiti relazionali, da indossare e condividere tra due-tre-quattro persone, “costrette” ad abitarsi, un progetto che si trasforma, che prende corpo ogni volta che si relaziona.

Dal “diario a più maniche” di Manuela Mancioppi
08/09/2014
Caro Diario,
mi trovo qui, da sola, ad indossare un abito che prevede spazio abitativo e relazionale al suo interno, per più persone contemporaneamente. Mi manca la presenza, il contatto, la relazione con l’Altro, seppur temporanea… Chi vuole indossare un abito relazionale con me?
Ne ho tanti, per più tipologie relazionali, per lo stretto contatto, per l’abbraccio obbligato, per la condivisione a distanza, per movimenti e sedute, per conversazione, per uno, due, tre, quattro persone, sono i Temporary Moving e i Temporary Seating ma ci sono anche i pul-LOVERS (nonpuoinonamarmi).
Ecco, stanno arrivando, cari amici e sconosciuti, pronti a mettersi in relazione, ad indossare un abito in comune…
14/03/2016
Caro Diario,
l’idea di nuovi incontri attivi con i corpi, condivisioni quotidiane, dialoghi, azioni… rivolge il mio pensiero al nuovo progetto relazionale da svolgere a Firenze…dovresti provare a metterti nei miei panni!

Ingresso libero.