All’Umanistica una mostra sulla Serbia durante la Prima Guerra Mondiale

La Serbia e i Serbi
1914 – 1918

Mostra dell’Archivio di Serbia
a cura di Miroslav Perišić e Jelica Reljić

Corridoio Brunelleschi e Chiostro di Levante   
Biblioteca Umanistica
Piazza Brunelleschi 4, Firenze
20 – 31 maggio 2019
dal lunedì al venerdì ore 16.00 – 19.00
Ingresso libero

 

Inaugurazione lunedì 20 maggio ore 18.00
Intervengono: S. E. Goran Aleksic, Massimo Fratini, Marcello Garzaniti, Miroslav Perišić e Simone Malavolti

 

La mostra testimonia gli eventi vissuti dalla Serbia e dal suo popolo durante la Prima Guerra Mondiale, tramite documenti e foto tratti dai fondi e collezioni appartenenti all’Archivio di Stato serbo.

I documenti, qui presentati in copia, riguardano l’inizio della guerra, il bombardamento di Belgrado, le battaglie di Cer e Kolubara, i crimini contro la popolazione civile, il destino del popolo serbo sotto l’occupazione austroungarica e bulgara, il ritiro dell’armata e dei civili serbi attraverso l’Albania, ecc.

Un’attenzione particolare è dedicata ai rapporti serbo-italiani nel periodo 1914 – 1918, illustrati da documenti che testimoniano scambi diplomatici, culturali, educativi e militari tra i due stati. In questa parte tematica della mostra spicca la memoria dei gesti di umanità dei soldati italiani a Valona nel 1916, che seppelliscono i soldati serbi ed ergono un monumento in loro ricordo, così come le prove dell’avvenuta scolarizzazione degli studenti serbi in Italia.

 

Invito

Locandina

 

[Foto: La ritirata attraverso l’Albania nel 1915. Fotografo: Samson Chernov (Archivio di Serbia)]

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All’Umanistica una mostra sulle donne in manicomio in epoca fascista

Fiori del male

I fiori del male

Donne in manicomio nel regime fascista. Mostra all’Umanistica.

Mostra foto-documentaria a cura di Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante

 

Biblioteca Umanistica – Corridoio Brunelleschi 
Piazza Brunelleschi 4, Firenze

17 – 31 ottobre 2018

dal lunedì al venerdì
ore 10-12 e 16.30-18.30
Ingresso libero

Inaugurazione mercoledì 17 ottobre 2018, ore 17.00 (Sala Comparetti)

 

La mostra ritrae tante donne che durante l’epoca fascista furono rinchiuse in manicomio, anche a causa dell’ampliamento del concetto di devianza tipico del Ventennio. Tra le maglie delle istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adattate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero completamente ai nuovi doveri imposti dalla “Rivoluzione Fascista”.

Sono figlie, madri, mogli, spose, amanti vissute durante gli anni del regime fascista. Ai volti delle ricoverate sono affiancati diari, lettere, relazioni mediche che raccontano la femminilità a partire dalla descrizione di corpi inceppati e restituiscono l’insieme di pregiudizi che hanno alimentato storicamente la devianza femminile.

La mostra è stata realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo e l’Archivio  di Stato di Teramo, da cui sono tratti in larga parte i materiali documentari al centro del percorso espositivo. Ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e Attività Culturali, della Regione Abruzzo.

Questa edizione dell’esposizione, ultima di una serie che l’ha vista presente in molte città d’Italia, è promossa e realizzata da Libere Tutte, Arci, Cgil Firenze e Metropoli, in collaborazione con il Comune di Firenze e la Biblioteca Umanistica dell’Università degli Studi di Firenze.

L’evento è inserito all’interno del Festival dei diritti organizzato dal Comune di Firenze.

Maggiori informazioni

 

 

Locandina

Violenza politica dopo il ‘900: un convegno

La presenza della violenza sulla scena politico-sociale e nelle rappresentazioni del mondo è uno dei segni della nostra epoca. Come è cambiato questo fenomeno dopo il Novecento, secolo testimone di guerre, rivoluzioni e stermini?

E’ questo il tema del convegno interdisciplinare “Nomi e forme della violenza politica. Dopo il Novecento”, in programma giovedì 22 e venerdì 23 febbraio, a cura del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (ore 9.30 ambedue i giorni, Polo delle Scienze Sociali, edificio D4, aula 1.12, via delle Pandette, 35 – Firenze).

Il nostro tempo sembra essere segnato da “una nuova centralità della violenza – si legge nella presentazione del convegno – dal nuovo terrorismo stragista di matrice religiosa agli scenari di guerra infinita, dalle nuove forme della violenza di genere alla ricomparsa di forme di lavoro schiavistico, dalla diffusione di vecchie e nuove xenofobie al ruolo della coercizione statuale nella gestione della crisi migratoria fino alla presenza endemica della violenza urbana”.

Il confronto fra le manifestazioni della violenza politica nel passato e nel presente rivela una scomposizione degli attori e una ridefinizione delle categorie con le quali leggere questo aspetto cruciale della storia del mondo.

(Vai al programma completo del convegno)

Due giornate di studio sulla storia del disagio mentale in Toscana

follia_2Mercoledì 13 – giovedì 14 dicembre 2017,  ore 10.00-17.15, presso l’ Archivio di Stato di Firenze (Auditorium, viale Giovine Italia, 6) si terrà il convegno:

Alienati, internati, tardivi e nervosi. Giornate di studio sulle fonti archivistiche toscane per la storia del disagio mentale dall’Unità d’Italia ad oggi

L’iniziativa, promossa dall’Archivio di Stato di Firenze con la Sovrintendenza Archivistica e Bibliografia  per la Toscana, la Direzione Generale Archivi e il Dipartimento SAGAS  dell’Università di Firenze, illustra l’importanza dei fondi sul disagio mentale acquisiti dall’ASFi,  gli interventi di tutela della SAB Toscana e la collaborazione con la DGA del MIBACT per progetti cui ha contribuito anche il SAGAS, nonché nuove prospettive di ricerca storica che vanno oltre uno scenario esclusivamente manicomiale.

Vai al programma

I musei, l’università e la città: quale futuro per l’area di San Marco?

pianta_del_buonsignoriMercoledì 15 febbraio 2017, ore 15-19, nell’aula magna di palazzo Fenzi Marucelli (via San Gallo 10, Firenze), si terrà il forum organizzato dall’Università di Firenze, Dipartimento SAGAS

I musei, l’università e la città: quale futuro per l’area di San Marco?

Ideato dai docenti del corso di laurea magistrale in Storia dell’arte, il forum intende dibattere pubblicamente i problemi e le prospettive nella gestione dei musei e del patrimonio artistico fiorentino, con particolare riguardo all’area urbana di San Marco (antica Cafaggio). Questo forum vorrebbe rivolgersi in prima istanza agli studenti, che hanno scelto di formarsi nello studio storico del patrimonio artistico, ma che proiettano il loro futuro lavorativo nel campo, ricco di potenzialità, della valorizzazione di tale patrimonio e della qualificazione dei servizi ad esso connessi, a principiare dai luoghi stessi dove avviene la loro formazione. Le sedi di molti plessi universitari del centro storico sono monumenti di prima rilevanza – il palazzo Fenzi Marucelli in via San Gallo, la palazzina dei Servi in via Capponi, l’ex monastero di Santa Maria degli Angeli in piazza Brunelleschi, il palazzo di San Clemente – alcuni dei quali richiederebbero importanti interventi di restauro e meriterebbero di essere offerti come percorsi museali per circuiti di turismo culturale più raffinato, nel quadro di una complessiva riqualificazione dell’intera area urbana di San Marco, straordinariamente densa di eccellenze monumentali e museali, in cui la vocazione universitaria possa sempre più intrecciarsi fecondamente con una mirata valorizzazione turistico-culturale del patrimonio.

Programma degli interventi:

Prof. Stefano ZAMPONI (direttore del Dipartimento SAGAS), saluto inaugurale
Prof. Andrea DE MARCHI (professore di Storia dell’arte medioevale, SAGAS), relazione

Dibattito con la partecipazione del rettore prof. Luigi DEI e del sindaco di Firenze Dario
NARDELLA.

Ospiti invitati:
Cristina ACIDINI (presidente dell’Accademia delle arti e del disegno)
Mario BEVILACQUA (professore di Storia dell’architettura, DIDA)
Monica BIETTI (Museo cappelle medicee e casa Martelli)
Stefano CASCIU (soprintendente per il polo museale regionale)
Marco CIATTI (soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure)
Mario CURIA (editore, Mandragora)
Paola D’AGOSTINO (direttrice del Museo nazionale del Bargello)
Angela DI CIOMMO (direttrice del sistema museale di Ateneo)
Cecilie HOLLBERG (direttrice della Galleria dell’Accademia)
Alessandro NOVA (direttore del Kunsthistorisches Institut)
Elena PIANEA (Regione Toscana)
Giacomo PIRAZZOLI (professore di Progettazione architettonica, DIDA)
Giovanni PRATESI (direttore uscente del sistema museale di ateneo)
Giovanna RAO (direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana)
Eike SCHMIDT (direttore della Galleria degli Uffizi)
Carlo SISI (commissione tecnica arte, editoria, eventi culturali dell’ ECRF)
Marilena TAMASSIA (direttrice del Museo di San Marco)
Paolo ZAMPINI (direttore del Conservatorio Luigi Cherubini)

Prof. Fulvio CERVINI (professore di Storia dell’arte medioevale, SAGAS) modera e
conclude

L’Università fuori: un ciclo di lezioni

universita-fuoriAvrà inizio oggi, 20 settembre alle ore 13:00,  il progetto Università fuori, un ciclo di lezioni di Storia, Filosofia, Sociologia e Letteratura destinato  principalmente al personale addetto alla produzione di realtà lavorative di media-grande entità operanti nella provincia di Firenze. L’intenzione è quella di esportare le conoscenze e le competenze del corpo docente dell’Università di Firenze, con particolare riferimento ai settori umanistici, nei luoghi di produzione industriale ai fini di un ampliamento del bacino di utenza da un lato e dello sviluppo della ricerca dall’altro.

I temi trattati saranno relativi:

  1. alla storia industriale, alla storia della scienza, alla storia sociale e alla storia di Firenze in connessione alla storia dell’arte. Il passato si collega così al presente, creando una nuova percezione dello spazio abitativo e una maggiore consapevolezza civile e culturale della comunità urbana;
  2. a concetti filosofici di tipo sia storico che teoretico e morale, con particolare attenzione alla dimensione biografico-esistenziale.  L’ambiente di lavoro diviene così anche luogo di riflessione  mediante l’utilizzo di categorie filosofiche di tipo qualitativo  che  hanno forti ricadute nella sfera personale, come quelle di  tempo vissuto, memoria,  scelta, emozione;
  3. alle evoluzioni delle società contemporanee, caratterizzate dalle contraddizioni della modernità, dalla globalizzazione e dalla moltiplicazione degli ambienti comunicativi e delle relazioni sociali, che producono la progressiva erosione dei legami tradizionali e l’affermazione dei processi d’individualizzazione, con significative ricadute nella vita quotidiana sia a livello familiare e affettivo che nel mondo lavorativo e nei rapporti con le istituzioni;
  4. a letture di testi letterari effettuate dal gruppo teatrale dell’Università.

Le lezioni si terranno a Scandicci (Firenze), presso la Fabbrica Molteni, via I. Barontini, 8 località Granatieri.

Vai al calendario

 

Quando l’acqua diventa nemica: un convegno alla Biblioteca Umanistica

alluvione_firenze_03Dal 29 al 30 gennaio 2015, nella ‘Sala Comparetti’ della Biblioteca Umanistica (Piazza Brunelleschi 4), si terrà il convegno

“L’acqua nemica”.

Fiumi, inondazioni e città storiche dall’antichità al contemporaneo. A cinquant’anni dall’alluvione di Firenze (1966-2016)

Sono passati quasi cinquant’anni dall’alluvione che colpì Firenze e il bacino dell’Arno nel novembre 1966. Tale calamità inferse danni notevoli alla città, al suo tessuto sociale e all’inestimabile patrimonio artistico e culturale. Oggi l’Ateneo fiorentino, all’interno del “Progetto Firenze 2016”, che ha promosso nell’ottobre 2012 e a cui partecipano oltre cinquanta enti, intende ricordare quel drammatico evento e riflettere su di esso con una serie di attività volte al recupero della memoria e alla promozione degli interventi di tutela ambientale per il presente.

Il convegno, organizzato da Concetta Bianca e Francesco Salvestrini, apre questo concerto di attività con una prima riflessione di carattere storico che vuole portare l’attenzione non solo sui fatti del 1966, ma anche sulle numerose e non meno gravi inondazioni che Firenze e il suo territorio subirono durante i secoli precedenti, dal pieno Medioevo all’età contemporanea. Si approfondiranno, pertanto, varie tematiche di storia dell’ambiente, di storia della cultura, dell’economia e della società, nella convinzione che solo una attenta conoscenza del passato consentirà di favorire una efficace comprensione del presente e di attuare una più efficace prevenzione per il futuro.

Al convegno parteciperà anche la direttrice della Biblioteca Umanistica, Floriana Tagliabue, illustrando il progetto di documentazione per il cinquantenario dell’alluvione del 1966 che vedrà la partecipazione attiva della Biblioteca nella costituzione di un Centro di documentazione sulle alluvioni nelle città d’arte.

programma del Convegno alluvione-pieghevole